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    PATRIMONIO CULTURALE

        Le distruzioni legate all'ultima guerra, così come i numerosi adattamenti alla vita moderna, non hanno sconvolto l'aspetto tradizionale del villaggio di Bonneval. Il suo fascino e il suo interesse sono rimasti intatti.
    Dopo che i primi abitanti hanno abbandonato i loro ripari naturali, sono stati scelti i luoghi più diversi per costruire dei villaggi, ma sempre al riparo dalle valanghe e spesso su un versante assolato.

        L'habitat che possiamo ammirare non è molto antico : risale soprattutto al XIX secolo e raramente a un'epoca precedente. Si tratta di un habitat concentrato che non esclude però delle frazioni, per esempio l'Ecot a più di 2000 m. Non ci sono quindi delle case isolate. Questa tendenza al raggruppamento deriva sia dalla rigidità dell'inverno che dall'economia di terra così realizzata.

       E' anche un habitat di tipo concentrato dove gli alloggi, i granai, le stalle sono riuniti tutti sotto lo stesso tetto, destinati a degli agricoltori-allevatori che praticano una vita pastorale intensiva. Il volume dei granai e delle stalle è notevole, a scapito delle stanze delle abitazioni.

     

    L'Ecot

       La casa per l'abitazione in comune è un genere di vita che sparì solo a metà di questo secolo, ma che non è legata alla rigidità del clima. Era utilizzata anche nelle Alpi piemontesi fino a 600 m., così come nel Massiccio Centrale e in Bretagna. Si tratta piuttosto di un antichissimo genere di vita che è sopravvissuto per completare un riscaldamento reso difficile dalla mancanza di legno. Troviamo quindi un'ampia stanza comune alle persone e agli animali, in gran parte interrata per lottare contro il freddo, molto poco illuminata. Vi si accede attraverso un vano munito di tre porte per poter meglio " chiudere il freddo fuori ".
       Gli animali sono da un lato, le persone dall'altro, ai piedi del letto delle mangiatoie ospitano degli ovini. Un pozzo o un camino favoriscono l'areazione completa della stanza, una cantina la prolunga, spesso scavata sotto la strada. Al di sopra, il granaio, servito da una scala interna, al lato, lo "chambril", riservato al grano.
        Le case sono di pietra, legate con della calce, una forte struttura di larice sostiene la copertura con una leggera pendenza coperta da tegole. Queste tegole sono tagliate nello gneiss e più spesso nello schisto, la loro posa in opera è una vera e propria arte poiché da essa dipende l'impermeabilità del tetto ripettando però un aspetto estetico. I camini sono di pietra con il comigliolo appoggiato su quattro supporti di pietra.
        Un'altra particolarità di questo habitat sono gli archi di pietra secca a tutto sesto che chiudono in cortili, i balconi di legno, sulla facciata meridionale, sui quali vengono seccati i grebons (mattonelle di letame di montone destinate al riscaldamento), le travi che escono dai muri, talvolta scolpite all'estremità.

       Per quanto riguarda le aperture, la misura delle finestre è sempre ridotta, a causa delle condizioni climatiche, senza imposte ma con delle solide sbarre. In generale le case possiedono due porte: una piccola per gli abitanti, l'altra più grande per il fienile. L'habitat di aspetto tozzo, rustico, è ben incorporato nel paesaggio e vi si fonde persino, come a l'Ecot.

    Ufficio del Turismo
    73480 Bonneval-sur-Arc
    Tel. 04.79.05.95.95 - Fax : 04.79.05.86.87
    E-mail : info@bonneval-sur-arc.com
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