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Né
pali elettrici né antenne sfigurano quest'armonia che deriva dalla terra.
Gli abitanti stessi hanno costruito le loro case battezzandole con un
nome e non con un numero, per desiderio di autenticità. Con i suoi dodici
monumenti storici classificati o iscritti, i suoi siti e le sue riserve,
questo piccolo comune è stato più volte vincitore di titoli ben meritati,
come il Premio Nazionale dell'arte di vivere nel 1980 ed il Premio "VILLAGGIO
SORRISO" 1996 tra gli altri...
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Con
Bonneval-sur-Arc finisce la valle della Maurienne, tra Vanois e il Gran
Paradiso. Il paesaggio diventa imponente e rude, niente è facile in questa
profonda sfilata, ma si è stranamente colpiti da questo decoro grandioso,
dove si avverte che l'essere umano installato alla fonte dell'Arc, incassata
a 1800 m. di altitudine, nel cuore della bellezza sublime di questo paesaggio
alpino da diversi millenni, è arrivato per amore della libertà e della
vita autentica, ai limiti dell'impossibile.
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Nel fondo della vallata, come in tutte le alte vallate,
l'antichità dell'occupazione umana è stata infinitamente meno grande che
in altre regioni per ragioni climatiche, poiché c'è stato bisogno di aspettare
il ritiro dei grandi ghiacciai. .
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Possiamo
affermare una cosa, e questo in base agli scritti romani : verso l'anno
15 prima della nostra era, delle comunità come Bonneval esistevano già
con i loro sistemi agro-pastorali.
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Gli
abitanti allevavano la mucca lucherina, coltivavano l'orzo e producevano
il miele. Come tutti ivillaggi di frontiera, Bonneval fu, in questi secoli,
sballottata tra la nazionalità francese e italiana.
Bisogna notare che la prima annessione della Savoia alla Francia fu fatta nel 534 dal figlio di Clovis . |
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Lungo
i secoli, questo villaggio subì guerre, saccheggi, imposte supplementari,
carestie e peste, e se gli abitanti durante la rivoluzione francese si
sono visti rimproverare il loro eccessivo attaccamento all'antico sovrano,
nel 1860, furono unanimi a chiedere la riannessione alla Francia. La prima
guerra mondiale toccò anche questa regione. 21 abitanti di Bonneval morirono
sul campo di battaglia, ed essi rappresentavano il 6,80% della popolazione,
quando invece il tasso nazionale era del 3,50%. Durante invece la seconda
guerra mondiale, la resistenza degli abitanti di Bonneval ha scoraggiato
l'occupazione e ha salvato il villaggio, mentre gli incendi distruggevano
diverse comunità a valle, ed è grazie a questo che questo villaggio e
quello dell'Ecot hanno potuto conservare le loro caratteristiche architettoniche:
abitazioni basse che non superano mai un piano, quasi un unico tetto di
tegole per la comunità, talmente le stradine avare di luce sono strette.
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Ma
ecco che nella primavera del 1957, pioveva a catinelle da tre giorni,
le pendici si staccarono, il torrente che scorre sul fondo della vallata
divenne un mostruoso fiume di lava spessa, che portò dei blocchi di diverse
tonnellate ; i ponti e le strade furono portati tutti via, la metà degli
abitanti fu sepolta dal fango...
Quando l'acqua si ritirò, il paesaggio era lunare. Se ci si fosse preoccupati allora di fare una lista dei villaggi a rischio, Bonneval sarebbe stato sicuramente il primo ad essere citato. |
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Ai
piedi di un ghiacciaio di circo, con le sue note valanghe… In poche parole,
tutto spingeva all'esilio. Ma questo avrebbe significato non tener conto
della tenacia di un gruppo di uomini!
Essi proveranno, malgrado le pessime condizioni di questa enclave geografica, che un contadino nella miseria può diventare un capo d'azienda, libero e responsabile. Vogliono evolvere verso il progresso conservando però le loro radici, la loro identità. |
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Per
fare questo, due obiettivi complementari : l'organizzazione economica
della montagna e la protezione del paesaggio che in tre decenni raggiungeranno
tre secoli.
Dopo aver creato una società cooperativa e una formaggeria moderna in uno chalet stile locale, questi pastori decuplicano in quindici anni la loro produzione di latte. Contadini, essi si fanno tutti promotori, si indebitano e costruiscono un centinaio di chalet in pietra che saranno noleggiati ai turisti d'inverno e d'estate. Il comune diventa un'azienda dalle molteplici attività : attraverso i prestiti, esso costruisce una stazione di sport invernali con tutte le infrastrutture, 10 impianti meccanici di risalita (1 seggiovia, 9 skilift) che raggiungono 3000 metri, 1 parcheggio sotterraneo per 94 auto, una centrale idro-elettrica. Le reti elettriche, telefoniche, i cavi televisivi sono tutti sottoterra. |
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Non
è una città nuova, ma una bella costruzione in puro stile del paese, dove
ci si riunisce per tutte le attività comunitarie : gli uni per trattare
il latte degli alpeggi, gli altri per lavorare secondo antichi modelli
dell'arte savoiarda, l'artigianato del legno. Così si decora poco a poco
la sala di esposizione, dove d'estate mobili e oggetti d'arte saranno
presentati ai visitatori.
Questo straordinario villaggio di 218 abitanti, di cui il 70% ha oggi meno di 30 anni, ha saputo sopravvivere, sviluppare l'economia, resistere al progresso senza mai distruggere il suo sito, la sua personalità. |
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Questi
uomini forgiati dalla montagna, innamorati della natura, sapranno accogliervi,
e farvi apprezzare il loro stile di vita ; d'estate con delle meravigliose
escursioni guidate sui diversi ghiacciai, (il ghiacciaio del Pissaillas
sul colle dell'Iseran permette lo sci estivo), d'inverno con lo sci nella
neve farinosa come in nessun altro luogo, su un maestoso sito protetto
: questa stazione-villaggio ha veramente tutto per piacere.
Un'unica curiosità, l'emblema di Bonneval è una marmotta ! Piuttosto strano per un villaggio che dorme poco!!!! |
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UN'ARMONIA
PERFETTA ! Punto culminante della vallata della Maurienne, l'innevamento eccezionale, vi si può assaporare il piacere dello sci da dicembre a maggio, d'inverno, ai piedi di lucenti ghiacciai. D'estate, la bellezza della fauna e della flora non hanno uguali, se non la ricchezza del patrimonio e delle tradizioni gelosamente conservate. |
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Avendo ricevuto qualche anno fa il premio nazionale dell'Arte di vivere, e recentemente nominato "VILLAGGIO SORRISO" nel 1996 per la sua accoglienza dalla Direzione del Turismo, Bonneval-sur-Arc è una delle stazioni più autentiche delle Alpi francesi. Tra Vanoise e il Gran Paradio, a 1800 metri di altitudine, nel cuore di un paesaggio sublime e di un ambiente rimasto allo stato naturale. |
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È uno dei luoghi privilegiati per delle escursioni lunghe e piacevoli. Alle porte del Parco Nazionale della Vanoise, d'estate, a causa del luogo, è la corsa in montagna che viene più praticata. A seconda del vostro livello, potrete tentare l'Ouille noire, per principianti, con una veduta su più di cinquanta cime. |
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Infine per gli esperti, il celebre Albaron. Centoventi chilometri di sentieri segnalati vi faranno scoprire una flora e una fauna saggiamente conservate : stambecchi, camosci, marmotte, aquile, lepri diverse, ermellini, pernici… vi faranno scoprire un mondo a parte, grandioso, e dove ognuno vive in perfetta armonia. |
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Segnaliamo
infine, da non tralasciare per nessun motivo, il Circo delle Evettes,
dove scoprirete uno dei più grandi ghiacciai della Vanoise. |
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Ufficio
del Turismo
73480 Bonneval-sur-Arc Tel. 04.79.05.95.95 - Fax : 04.79.05.86.87 E-mail : info@bonneval-sur-arc.com |